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Il telecinema di film di famiglia

Digitalizza film 8 mm e super 8 professionalmente

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durata bobina 8mm

Film super 8 e film 8mm: come fare a capire la durata

Ci sono diversi elementi da considerare per capire la durata dei film 8mm e super 8:

  • il formato (se, appunto, 8mm o super 8)
  • la lunghezza della pellicola
  • il numero di fotogrammi al secondo.

Il 99% delle pellicole ha però 16 fotogrammi al secondo nel caso dei film 8mm e 18 nel caso dei film super 8, quindi per capire quanto questi durano bisogna solo considerare:

  1. il diametro della bobina
  2. il formato

elementi che sono facili da capire anche per un non esperto e che comunque spiego qui sotto.

Un telecinema professionale a disposizione di tutti

Io mi chiamo Daniele Carrer. Con il mio laboratorio ho restaurato migliaia di pellicole. Molte appartengono alla mia collezione personale che ho acquistato in giro per il mondo per salvare la storia che conservano, rendendole disponibili a tutti in uno dei miei canali Youtube e fornendo decine di documentari poi trasmessi dai più imporanti servizi di streaming come:

  • Netflix
  • Prime Video
  • Apple TV

e sulle principali televisioni di tutto il mondo. Come dimostrano i titoli di coda di quelle stesse produzioni:

Titoli di coda del documentario Operazione Budapest

Titoli di coda del documentario su Guillermo Vilas nel catalogo Prime Video

dove appare il mio nome o quello del mio archivio FootageForPro.

Da qualche anno a questa parte ho messo a disposizione la stessa tecnologia che mi ha permesso di fornire quelle produzioni di chi vuole salvare i propri ricordi di famiglia con la migliore qualità oggi disponibile sul mercato.

Breve storia delle riprese amatoriali

Il primo formato amatoriale utilizzato è stato introdotto negli anni ’20 del ‘900 e si è usato per una ventina d’anni: il 9,5mm. Questo formato però non ha mai avuto grande diffusione in Italia, a differenza di quanto accaduto in paesi come Francia e Inghilterra, quindi è difficile ritrovare tra i ricordi di famiglia bobine 9,5 mm che, comunque, il mio laboratorio è in grado di digitalizzare e restaurare con la stessa attrezzatura e lo stesso procedimento con cui lavora sugli altri formati.

Un formato più professionale che amatoriale, sporadicamente usato anche per i film di famiglia, è il 16 mm. Anch’esso diffusosi a partire dagli anni ’20 e, di fatto, abbandonato solo con l’avvento del digitale nel nuovo millennio. I costi molto elevati della pellicola hanno fatto però sì che si sia utlizzato molto poco, quindi anche in questo caso è del tutto improbabile che i film che raccontano la storia della vostra famiglia siano stati girati in 16mm.

I classici formati amatoriali sono altri:

  • la pellicola 8mm, introdotta nel mercato nel 1932 e utilizzata fino all’inizio degli anni ‘70.
  • la pellicola super 8, lanciata nel 1965 e rimasta sul mercato per i successivi vent’anni, fino all’avvento dei nastri VHS e video 8 che l’hanno sostituita a partire dagli anni ‘80.

Bobine di pellicola 8mm, super 8, 9,5mm e 16mm

Come visibile nella foto qui sopra, ci sono delle sottili differenze tra le diverse bobine, in particolar modo nel diametro e nella forma del foro centrale, oltre che, nel caso dei film 9,5mm e 16mm, nello spessore. Attenzione comunque che, per quanto i film 8mm e super 8 originariamente usassero bobine diverse, tali bobine erano compatibili con l’altro formato, quindi sono arrivati ai giorni nostri film 8mm avvolti su bobine super 8 e viceversa.

Per andare più nel dettaglio sui diversi formati vi consiglio questo mio video:

La durata dei film 8mm e super 8

La prima cosa da capire per stabilire la durata delle vostre bobine è il formato perché, appunto, ne esistono di diversi tipi.

I più diffusi sono di gran lunga:

  • super 8
  • 8mm standard.

Questi, come detto, sono stati utilizzati in epoche diverse però, essendoci periodi in cui i cineamatori potevano registrare su entrambi, il modo più sicuro per capire di quale si tratti non è stabilire quando le riprese sono state fatte, a meno che non siate sicuri che queste sono antecedenti al 1965, ma guardare la stessa pellicola.

Il principale elemento visivo che la differenzia è la foratura:

Fotogramma 8mm e fotogramma super 8

Lungo tutto il film, sul bordo ci sono dei buchi, sui quali all’epoca si innestavano gli ingranaggi del proiettore. Questi sono più grandi nel caso della pellicola 8mm. Il super 8 (che vedete sulla destra qui sopra), potendo contare su un fotogramma di dimensioni maggiori grazie allo spazio lasciato libero dal foro più piccolo, ha una definizione superiore e quindi anche un’immagine più bella.

Qui sotto c’è un esempio di film super 8. E’ stato girato una domenica pomeriggio del 1971 al Parco di Lambro di Milano, quando c’era ancora il laghetto. Come tutti i contenuti pubblicati nel sito lo pubblico perché ho un autorizzazione firmata di chi l’ha girato o dei suoi eredi:

La diverse bobine 8mm e super 8

Per capire quanto è lungo il vostro film, basta misurare il diametro della bobina nella quale è avvolto, facendo attenzione a verificare se la pellicola riempie tutto il supporto. Il diametro delle bobine che si inserivano nelle cineprese è 7,5 cm. Se avete una di queste:

Bobine 8mm e super 8 da 15 metri

dura:

  • 3 minuti e 20 secondi nel caso del super 8
  • dai 4 ai 5 minuti nel caso dell’8mm.

Le bobine da 7,5 cm non sono però le uniche che si trovano, perché tanti le univano con una giuntatrice, a nastro adesivo o a colla, per assemblare bobine più grandi e quindi più comode da guardare nel proiettore. Queste potevano avere diversi diametri, ma quelle di gran lunga più diffuse erano:

  • da 13 cm, che durano 13 minuti nel caso del super 8 e 15 nel caso dell’8mm
  • da 18 cm, 26 minuti di durata per il super 8 e 30 per l’8mm.

Per quanto riguarda le misure meno diffuse, vi invito a calcolarne la durata guardando questa tabella:

LUNGHEZZA DEL FILM

Durata dei film 8 mm

Durata dei film super 8

50 piedi (15 m) – diametro bobina 7,5 cm

4′

3'20"

100 piedi (30 m) – diametro bobina 10 cm

8'

6'40"

200 piedi (60 m) – diametro bobina 13 cm

15'

13'

300 piedi (90 m) – diametro bobina 15 cm

22'30"

19'30"

400 piedi (120 m) – diametro bobina 18 cm

30'

26'

600 piedi (180 m) – diametro bobina 20 cm

45'

39'

Il numero di fotogrammi al secondo

Un secondo elemento da verificare è il numero di fotogrammi al secondo con cui il cineamatore ha girato.

Si tratta di un aspetto molto tecnico, identificabile solo riproducendo il film. La fortuna è che nel 99% dei casi:

i film 8mm erano registrati a 16 fotogrammi al secondo, mentre i film super 8 a 18.

Quindi, salvo casi fuori dal comune, le durate, a parità di formato e lunghezza della pellicola, sono standard.

Esistevano comunque anche film girati a 12 o 24 fotogrammi al secondo, che comportano durate diverse dei filmati. E’ comunque compito di chi esegue il telecinema, ovvero mio e del mio laboratorio, comprendere quel dato e lavorare di conseguenza.

La presenza dell’audio nelle pellicole

Per quanto riguarda la presenza del sonoro c’è uno standard che riguarda la quasi totalità delle bobine e, purtroppo, è che il sonoro all’epoca di solito non c’era. Quindi la stragrande maggioranza dei film amatoriali girati su pellicola erano muti.

L’eventuale presenza dell’audio la si capisce della striscia color oro che c’è sul bordo della pellicola stessa:

Immagine di uno scanner che acquisisce un film super 8 muto e uno sonoro

Qualora ci sia, anche qui ve lo dico basandomi sul dato statistico delle migliaia di bobine che ho restaurato, quasi sempre è una musica applicata in fase di montaggio e solo raramente, purtroppo, è l’audio ambientale con i suoni e le voci registrati durante le riprese, perché all’epoca le cineprese non avevano il microfono incorporato e solo in alcuni rari casi avevano l’ingresso ausiliario al quale collegare un microfono a gelato.

Se volete approfondire gli aspetti tecnici legati al sonoro nei film 8mm e super 8 vi invito a leggere questa pagina del sito.

Film 16mm e risoluzione 4K

Il formato 16mm è stato usato sia per riprendere film professionali, come variante a basso costo del 35mm (24×36), sia per riprendere i film di famiglia. In quest’ultimo caso si è diffusa in misura molto inferiore rispetto all’8mm e al Super 8. Era infatti decisamente più caro e i vantaggi qualitativi, nell’Italia povera dello scorso secolo, non giustificavano la spesa elevata.

La larghezza della pellicola è, appunto, 16mm, e le bobine hanno un aspetto simile a quelle 8mm (come si vede nell’immagine sopra), ma con il doppio dello spessore. La durata, a parita di lunghezza e numero di numero fotogrammi al secondo, è la metà. Un film 16mm di 120 metri girato a 16 fotogrammi al secondo dura quindi 15 minuti, contro i 30 dell’equivalente 8mm.

Fino all’inizio degli anni 2000 per molte pubblicità, molti documentari e per alcuni film indipendenti distribuiti al cinema si usava ancora la pellicola 16mm. La scelta spesso non era solo dovuta alla convenienza economica rispetto al costosissimo 35mm, ma anche alla maggiore praticità d’uso, legata alle dimensioni più contenute delle cineprese. La serie Get Back, girata nel 1969 dietro le quinte della realizzazione dell’ultimo album registrato dai Beatles, quando questi erano all’apice del successo, è stata infatti ripresa in 16mm. Guardarla oggi su un televisore moderno, possibilmente in 4K, fa una certa impressione, considerato il modo in cui siamo abituati ad accettare che tutto ciò che proviene da quei decenni abbia una qualità tecnica inferiore.

Avendo una superficie del fotogramma quattro volte maggiore rispetto all’8mm, il formato 16mm può contare su una definizione pari alle moderne riprese digitali. Questa differenza era già percepibile all’epoca durante le proiezioni e lo è, tanto più, oggi, perché gli scanner professionali, e in realtà anche molti amatoriali, possono digitalizzare a risoluzione 4K.

Attenzione però ad una cosa: la risoluzione non è l’unico parametro che determina la qualità finale dell’immagine restaurata. La differenza tra un lavoro realizzato da uno studio poco serio e quello effettuato da uno studio professionale non è solo legata all’esportazione finale del video in Full HD (1920×1080) o 4K (3840×2160), alternative attuali alla vecchia risoluzione standard (720×576). Lo si vede bene in questo filmato amatoriale 16mm degli anni Sessanta che ho digitalizzato e restaurato per Renzo Cargasacchi, un regista di Venezia, che ringrazio per avermi autorizzato a pubblicare il video.

Il fatto che le due finestre siano affiancate, non permette di apprezzare pienamente la qualità della digitalizzazione professionale, ma è evidente come l’immagine di destra sia più nitida, più stabile, senza che il bianco sia virato a seppia e con caratteristiche che sarebbe un peccato non valorizzare, vista la qualità di partenza del supporto 16mm e la moderna tecnologia con cui lavorano i laboratori seri.

Film non sviluppati

Attenzione che nelle soffitte a volte capita anche di trovare delle cartucce come questa dell’Agfa, o anche di Kodak, Fuji o Ferrania, che erano i marchi di pellicole comunemente usati per le riprese:

Cartuccia super 8 non sviluppata

I film super 8, 8mm, 9,5 mm e 16mm venivano inseriti nelle cineprese e, una volta girati, venivano mandati in laboratorio per essere sviluppati, con una procedura del tutto simile a quella che si usava per i rullini fotografici. Dopo averlo fatto, le pellicole venivano avvolte nelle classiche bobine rotonde e si potevano guardare con il proiettore.

Solo i film sviluppati sono digitalizzabili e restaurabili.

Nel caso della cartuccia nella fotografia qui sopra, si tratta di un film non sviluppato e nessuno, guardandolo così com’è, è in grado di capire se lo sviluppo non è stato effettuato:

  1. perché la pellicola non è mai stata girata
  2. perché, dopo che la pellicola è stata girata, ci si è dimenticati di svilupparla

Statitiscamente parlando è più probabile il primo scenario, ma l’unico modo per esserne certi è mandare la cartuccia a uno dei pochissimi laboratori che ancora oggi la sviluppano. Purtroppo il mio studio non è tra questi.

Dalle pellicole ai nastri: le cassette video8, Hi8, VHS-c e Mini-DV

I sostituti tecnologici di film 8mm e super 8 sono stati, a partire dagli anni ’80, i nastri:

  • VHS-c (con la variante Super VHS)
  • Video8 (con la variante Hi8)

Cassette VHS-c

Cassetta Sony Hi8 da 90 minuti

Tra il 1999 e il 2000 ho venduto telecamere in un negozio di grandi dimensioni e ricordo bene come all’epoca il mercato era diviso tra:

  • nastri analogici – VHS e video8
  • nastri digitali – Mini-DV e Digital 8

I secondi erano meno soggetti a deterioramento e riuscivano a registrare le immagini con una minima perdita di qualità, a differenza di VHS e video 8 che erano dei supporti talmente scarsi che fin dalla registrazione nella telecamera perdevano almeno il 30% di nitidezza e fedeltà dei colori, cosa che peggiorava ulteriormente duplicando le cassette.

Il vero cambio di passo tecnologico si ebbe una decina di anni dopo, nella seconda metà degli anni 2000, quando le telecamere digitali cominciarono a passare dalla definizione standard (720×576) all’alta definizione (1920×1080), quintuplicando la risoluzione delle immagini amatoriali e avvicinandosi finalmente agli standard qualitativi della vecchia pellicola.

La differenza tra nastri e pellicole

Attenzione a una cosa sulla quale tanti sbagliano.

Per quanto video8 e 8mm siano due nomi che si assomigliano, dal punto di vista tecnico i nastri video8 e le pellicole 8mm non hanno nulla a che vedere tra di loro

I nastri video 8 e VHS sono supporti magnetici leggibili da una testina che interpreta il segnale elettronico in essi registrato. Il nastro è di colore scuro e, senza un lettore, non dà nessuna indicazione delle immagini che contiene. Le pellicole sono invece supporti ottici, quindi visibili ad occhio nudo anche senza un lettore (basta metterle controluce).

Queste ultime sono meno soggette a deterioramento e, come abbiamo capito, hanno una qualità di immagine molto più alta per quanto, paradossalmente, siano state sostituite dalla tecnologia peggiore.

Il motivo per cui la gente ha preferito i nastri alle pellicole è legato al fatto che erano:

  1. più comodi da guardare
  2. molto più economici

Non servivano proiettori rumorosi, macchinosi da utilizzare e fortemente soggetti a manutenzione. Nel caso del VHS-c, per la riproduzione bastava addirittura un semplice adattatore dentro cui inserire la cassetta della telecamera che andava poi riprodotta direttamente nel videoregistratore di casa. Mentre per guardare i nastri Video8 e Hi8 si poteva collegare la telecamera al televisore con un cavo.

Un ulteriore elemento di praticità dei nastri rispetto alle pellicole era che non serviva lo sviluppo, quindi si superava il problema di poterli guardare solo dopo che era trascorsa almeno una settimana dalle riprese.

Lavorare professionalmente alla digitalizzazione delle pellicole richiede continui aggiornamenti tecnici e specializzazione, vista la velocità con cui la tecnologia si evolve. Proprio per la necessità di essere sempre al passo con le novità del mondo del restauro, il mio laboratorio non effettua quindi trasferimenti di video8, Hi8, VHS, super VHS e Mini-DV.

Perché è meglio evitare certi servizi di digitalizzazione delle pellicole

Vi ho spiegato tutte le variabili che ci sono per capire la durata delle bobine 8mm e super 8. La preghiera che faccio adesso è:

non fidatevi dei servizi di telecinema artigianali, perché hanno attrezzature che non consentono buona qualità di acquisizione e non perdono tempo a fare il restauro al computer

Lavorano il vostro filmato senza correggere colori, luminosità e grana, e senza ridurre puntini neri e graffi. La scarsa professionalità che dimostrano alla fine si vede.

Chiunque voglia digitalizzare i suoi film di famiglia è libero di fare le sue scelte, anche di basarsi esclusivamente sul prezzo, che è necessariamente più basso se proposto da chi non investe nell’acquisto di apparecchiature professionali e impiega poco tempo nella lavorazione, non facendo nessun genere di restauro.

Però è giusto pretendere che dall’altra parte ci sia trasparenza e non la classica giustificazione per la quale il filmato è vecchio ed è ovvio che si veda male, perché questo è semplicemente falso.

Mi permetto di darvi un consiglio: se da quello che leggete negli altri siti non percepite professionalità, chiedete almeno di guardare dei video con i restauri effettuati da quello studio.

Con la tecnologia moderna c’è la possibilità di fare dei lavori straordinari e la differenza di qualità che si ottiene alla fine è apprezzabile da tutti quelli che guardano il video, non solo dagli esperti. Visto che la vostra pellicola è stata girata almeno 40 o 50 anni fa, nelle riprese ci saranno persone che oggi non ci sono più e delle quali non esiste nessun’altra documentazione in video quindi, prima di fare un lavoro di cui finirete per pentirvene, ricordate che la vostra storia familiare merita la giusta attenzione.

Daniele Carrer

Daniele Carrer di fronte al suo scanner per il telecinema e al computer durante la fase di restauro dei film

Chiunque sia interessato a digitalizzare i suoi film 8mm, super 8 e 16 mm, muti o sonori, con il mio telecinema può contattarmi usando il modulo qui sotto:

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