• Skip to primary navigation
  • Skip to main content

Il telecinema di film di famiglia

Digitalizza film 8 mm e super 8 professionalmente

  • Home
  • Chi sono
  • Super 8 o 8mm?
  • Qualità
  • Dvd? No grazie
  • Fai da te
  • Prezzi

formato super 8

Pellicola super 8 e pellicola 8 mm: come riconoscere di quale si tratta

Pellicole super 8 e 8 mm sono state utilizzate per decenni per registrare i film di famiglia. Non sono le uniche esistite, ma nel 99% dei casi erano quelli che si usavano per le riprese amatoriali. Le altre, molto meno diffuse, erano le pellicole 9,5 mm e 16mm.

La bobina 8mm e quella super 8

Sia la pellicola super 8 che la pellicola 8 mm sono larghe, non occorre quasi dirlo, 8 mm e sono solitamente avvolte in due diversi tipi di bobina, molto simili tra di loro, ma con qualche piccola differenza. In particolar modo il foro centrale di queste è 13mm nella pellicola super 8 e 8mm nella pellicola 8mm.

Le bobine sono però intercambiabili, ovvero la pellicola 8mm può essere avvolta in una bobina super 8 e viceversa. Quindi riconoscere la bobina non dà la sicurezza di sapere se si ha un film 8mm o uno super 8.

Grafico che mostra la differenza fisica tra la pellicola super e la pellicola 8 mm

L’anno di registrazione del film

I film 8mm nascono nel 1932, mentre i film super 8, che gradualmente li hanno sostituiti, nel 1965. Se sapete l’anno di registrazione dei vostri film e siete sicuri al 100% che questi siano precedenti al 1965, di sicuro sono 8mm (salvo le rare eccezioni dei film 9,5mm e 16mm). Se sono datati dalla seconda metà degli anni ’60 agli anni ’70, potrebbero essere sia di un formato che del’altro, perché in quel periodo erano diffusi entrambi.

Se fossero invece degli anni ’80, con ragionevole certezza sono film super 8, perché all’epoca il formato 8mm era già irreperibile.

Il motivo per cui il formato super 8 è di qualità migliore  lo si intuisce guardando questa immagine di due fotogrammi acquisiti con lo scanner del mio laboratorio.

Fotogramma 8mm e fotogramma super 8

Il foro su cui si innesta l’igranaggio è, nei film super 8, di dimensioni minori. Quindi la superficie del fotogramma è maggiore e la definizione è più alta. La posizione del foro super 8 è a metà del fotogramma, mentre il foro 8mm è a cavallo di due diversi fotogrammi.

Ovviamente, sia nel formato 8mm che nel super 8 esistevano pellicole di diverse qualità, in base alla marca (Kodak, Agfa, Fuji o Ferrania) e al modello. Storicamente, le pellicole Kodak Ektachrome erano conosciute per avere dei colori molto saturi e caratteristici, quindi una Kodak Ektachrome 8mm degli anni ’50 ha un’immagine migliore di una Ferrania super 8 degli anni ’70.

Il formato super 8, pur essendo durato di meno sul mercato, è quello di gran lunga più diffuso nelle case degli Italiani, non solo perché più recente. Dopo la sua introduzione e per i successivi 15 anni ci fu il periodo d’oro della ripresa amatoriale, complice anche il fatto che era più economico e più semplice da inserire nella cinepresa e nel proiettore, quindi più comodo per chi lo usava.

Comodità e bassi costi, in modo ancora più accentuato, furono anche i motivi per cui a un certo punto le pellicole vennero abbandonate.

Gli anni ’80 e il triste addio alle pellicole

Film 8mm e super 8, per essere guardati, venivano inseriti in un proiettore. Questo era molto rumoroso, richiedeva continua manutenzione (perché la lampada si bruciava dopo 10/15 ore di riproduzione e la cinghia si usurava velocemente) e doveva essere accompagnato da un telo, per quanto molti si accontentassero di proiettare le immagini sul muro.

Cassetta Sony Hi8 da 90 minuti

Il sistema, pur migliorato nel tempo, era molto scomodo, quindi dagli anni ’80 in poi il mercato abbandonò le pellicole, sostituendole con i nastri VHS e video8. Attenzione ai nomi, perché tanti sbagliano:

il video8, nonostante l’assonanza, dal punto di vista tecnico non ha nulla a che vedere con le pellicole 8mm.

Video8 e VHS furono adottati per motivi commerciali: erano 10 volte più economici, non richiedevano lo sviluppo di cui invece le pellicole avevano bisogno ed erano più facili da riprodurre, perché per farlo bastava collegare le telecamera al televisore o, nel caso del VHS-c, si poteva togliere la cassetta dalla videocamera, metterla in un adattatore e inserire quest’ultimo nel videoregistratore.

Dal punto di vista qualitativo i nastri sono stati però un notevole passo indietro. Vi dirò una cosa che può sembrare strana a un non esperto, ma che è un presupposto con cui noi professionisti del telecinema conviviamo da sempre (non senza rammarico):

Un film 8mm degli anni ’30 ha una qualità molto più alta di un nastro video8 registrato 60 anni dopo.

Se poi pensate che i nastri sono anche molto più soggetti al decadimento dovuto al tempo che passa, capite la follia di passare da uno standard di registazione ottimo a uno pessimo, con il solo vantaggio della comodità d’uso.

Tra le più grandi soddisfazioni che ho avuto con il mio servizio di digitalizzazione e restauro di film di famiglia c’è stata quella di lavorare a un film del 1937 che ritraeva una neonata. La stessa persona che, più di 80 anni dopo, si è rivista con una qualità che i suoi nipoti, nati negli anni ’90 quando già si usavano le telecamere a nastro, possono solo sognare.

Esempi di filmati digitalizzati da pellicola super 8 e 8 mm

Se volete apprezzare la differenza qualitativa tra i due formati, qui sotto ci sono due esempi di film amatoriali 8 mm e super 8 restaurati dal mio laboratorio.

Li diffondo solo dopo aver ottenuto una liberatoria scritta dell’autore o dei suoi eredi, senza la quale mai mi permetterei di pubblicare un video.

Appartengono entrambi al mio archivio con il quale fornisco filmati storici a documentari internazionali. Potete guardare gli oltre 2000 video che la compongono in questo canale Youtube.

Consentitemelo: sono pezzi di storia che se non li avessi resi disponibili alla collettività sarebbero andati persi per sempre. Anche per questo sono felice di aver fatto i sacrifici che mi hanno permesso di mettere in piedi un laboratorio fatto di attrezzature professionali e che può contare sull’esperienza che ho maturato con i software di restauro.

Il primo ritrae il dietro le quinte di una trasferta di Coppa dei Campioni del 1967 dell’Inter di Angelo Moratti e di Helenio Herrera.

Il secondo la nazionale italiana di calcio a Città del Messico nel 1970, nel ritiro appena prima della finale con il Brasile. Si vedono, tra gli altri, Roberto Rosato, Dino Zoff, Roberto Boninsegna, Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola e Ugo Ferrante.

Entrambi sono stati acquisiti con il mio scanner professionale, il FilmFabriek HDS+, e restaurati con il software Davinci Studio. Se il video del 1970 è superiore a livello di qualità non è solo per il fatto che, essendo stato registrato 3 anni dopo, è deperito di meno, anche perché il deperimento nelle pellicole è minimo se il restauro viene fatto da chi sa come intervenire. La differenza è legata al fatto che la pellicola super 8 è mediamente superiore a quella 8mm a livello di qualità.

Ora che sapete se il vostro film è 8mm o super 8, mi permetto di consigliarvi di leggere questa mia guida per capire quanto dura.

Daniele Carrer

Daniele Carrer di fronte al suo scanner per il telecinema e al computer durante la fase di restauro dei film

Chiunque sia interessato a digitalizzare i suoi film 8 mm, super 8 e 16 mm, muti o sonori, con il mio telecinema può contattarmi usando il modulo qui sotto:

    Nome (obbligatorio)

    Indirizzo email (obbligatorio)

    Messaggio (obbligatorio)

    © 2026 - Il telecinema: digitalizzare e restaurare film di famiglia