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Il telecinema di film di famiglia

Digitalizza film 8 mm e super 8 professionalmente

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Le pellicole 8mm e super 8 si deteriorano poco nel tempo, se conservate nel modo giusto.

Il formato 8mm compirà 100 anni a breve e, contrariamente a quello che si può pensare, un film 8mm del, per ipotesi, 1935 oggi si può digitalizzare e restaurare ottenendo alla fine un filmato non troppo diverso da quelli registrabili con le telecamere odierne o con gli smartphone migliori.

So che sembra strano ed esiste un motivo per cui i non appassionati di riprese amatoriali vengono tratti in inganno: la tecnologia che ha sostituito le pellicole, vale a dire i nastri, si deteriora molto più velocemente e la mia generazione (sono nato nel 1977), e forse anche parte di quelle precedenti, associano la ripresa amatoriale esclusivamente a quest’ultimi. Magari a quelli sfuocati e pieni di righe che Paperissima faceva vedere tanti anni fa. Per questo, ma anche per questioni di logica, sembra impossibile che un filmato amatoriale degli anni ’90 si veda peggio di un filmato amatoriale girato 60 anni prima. Ma è proprio così.

Quelli che hanno registrato i propri ricordi su VHS o video8, all’epoca potevano contare su una qualità non troppo elevata, ma che veniva accettata perché le videocassette erano molto più comode da riprodurre delle pellicole. Alla lunga questo ha portato al pensionamento di film 8mm e super 8.

Fotogramma rovinato di un nastro VHS-C degli anni '90.

Il problema è che quegli stessi nastri oggi sono molto rovinati e non esiste un rimedio a questa sfortuna, se non trovare velocemente un buon servizio di digitalizzazione che, quanto meno, è in grado di bloccare il decadimento creando un file che, per sua natura, non deteriora nel tempo. Se poi trovate un laboratorio serio, già adesso si può migliorare in modo insperato la qualità dell’immagine, ma senza fare miracoli. A quelli, forse, ci penserà l’intelligenza artificiale in un futuro non molto lontano.

Quando i film si digitalizzavano in VHS e DVD

Negli anni ’90 e 2000 molti possessori di pellicole 8mm e super 8 le trasferivano su nastro perché, come ho detto, così facendo diventavano più pratiche da riprodurre. I proiettori, a differenza dei videoregistratori, erano infatti scomodi e rumorosi.

Se avete fatto il telecinema in quel modo, oggi avete un grande problema, perché vedete male i vostri film di famiglia e li vedrete sempre peggio.

In uno scenario (leggermente) migliore qualcuno, dalla fine degli anni ’90 in poi, ha trasferito i film su DVD, anziché su nastro. I DVD sono supporti digitali, quindi non perdono di qualità nel tempo, sempre che non si graffino e diventino per questo illeggibili.

Il problema è che i lettori DVD da tavolo stanno sparendo e la tecnologia che li ha sostituiti, il Blue-ray, che è retro-compatibile con gli stessi DVD, purtroppo non ha avuto un tale successo commerciale da vedersi garantito il futuro. In più, la qualità dei DVD, pur migliore di quella dei VHS, non è elevatissima, perché non supportano l’alta definizione e in un film 8mm e super 8 digitalizzato da un laboratorio serio l’alta definizione è perfettamente percepibile se il video viene invece consegnato su chiavetta o file.

Qui sotto c’è un filmato di Milano nel 1941 e la risoluzione Full HD che vedete, se attivate la visione a tutto schermo, è uno spettacolo magnifico, considerati gli anni che sono passati.

Come conservare la copia fisica dei film 8mm e super 8

Fatta questa doverosa premessa parliamo di conservazione, perché è un sacrilegio buttare le pellicole dopo averle digitalizzate e restaurate, anche se vi affidate a un laboratorio professionale di telecinema che vi ha dato un video di altissima qualità. Sarebbe come buttare un quadro antico dopo averlo fotografato.

Se parlate l’inglese, in rete ci sono un sacco di guide che vi consiglieranno di conservare i film 8mm e super 8 con un livello di sicurezza che ricorda i laboratori di ricerca sui farmaci. Partire con obiettivi così alti significa che, dopo la buona volontà iniziale, alla fine non farete niente.

Quindi è inutile che vi proponga di stipare la vostra collezione di magari solo 10 film di famiglia in stanze create ad hoc con:

  • impianto antincendio
  • umidità controllata
  • temperatura costante a 20° C.

Con il mio archivio personale, formato dai film che acquisto accordandomi con registi amatoriali di tutto il mondo o con i loro eredi e, dopo averli restaurati, vendo alle produzioni di documentari, come visibile in quest’altro mio sito, ho trattato migliaia di pellicole. La percentuale di queste molto rovinata dalla cattiva conservazione è inferiore all’1%, per quanto i proprietari originari fossero registi non professionisti del tutto simili a chi manda i propri film di famiglia al mio laboratorio, quindi persone non particolarmente predisposte a creare condizioni industriali di stoccaggio.

Detto questo, se tenete le bobine in casa, quindi con temperature comprese tra i 18 e 27°, in ambienti meno umidi di quanto non basti a far apparire la muffa sui muri, siete sufficientemente tranquilli.

Il film qui sotto, per esempio, è stato girato nel 1969 e l’ho restaurato nel mio laboratorio (ovviamente lo sto diffondendo con il permesso dell’autore, un filmmaker amatoriale svizzero che ha girato il mondo dagli anni ’60 agli anni ’90). A conferma di quello che ho detto all’inizio, se non fosse per il modo in cui si vestono le persone, considerato che Venezia è sempre uguale a sé stessa, sembrerebbe girato ieri:

Come conservare digitalmente i film 8mm e super 8

Lo stato dell’arte della tecnologia per digitalizzare e restaurare film 8 mm e super 8 ha raggiunto livelli impensabili.

Ci sono due fasi per arrivare al video restaurato:

  1. La digitalizzazione.
  2. Il restauro.

Nella prima, quanto meno nei laboratori professionali, uno scanner creato specificamente per i film acquisisce frame by frame, ovvero fotografa ogni fotogramma della pellicola. La risoluzione massima con cui si può lavorare, nel mio caso, è 4096×3000, ovvero oltre quella che ha senso utilizzare.

Mi spiego: il fotogramma delle pellicole super 8 e 8mm è talmente piccolo che non ha senso scannerizzarlo in 4K. Basta quindi il Full HD (1920×1080). Lo dico con assoluta cognizione di causa, perché ho fatto talmente tante prove da non poter essere smentito (a meno che una persona competente e con attrezzatura di pari livello alla mia mi dimostri il contrario).

La risoluzione non è l’unico elemento che determina la qualità di un filmato. L’ottica e il sensore usati dallo scanner fanno la differenza, ma se si lavora con attrezzature professionali si può senz’altro dire che:

l’attuale tecnologia di scansione non può essere superata.

Quello che in futuro può progredire ulteriormente è il restauro, ma conservando il file digitalizzato oggi da un laboratorio serio, quello stesso file può essere utilizzato anche un domani quando saranno mature tecnologie che consentiranno qualità ancora migliore, a partire dall’intelligenza artificiale che, di fatto, già oggi si può utilizzare, ma con risultati non così sorprendenti come mostrano certi video promozionali furbi su YouTube.

Il modo più intelligente per salvare un file contenente il video del proprio film 8mm e super 8, ma anche ogni altro genere di file, è innanzitutto nomimarlo in modo chiaro e univoco: FilmSuper8-01, FilmSuper8-02, ecc. Così è facilmente rintracciabile con una semplice ricerca.

Come seconda cosa, bisogna immagazzinarlo in supporti diversi:

  • chiavetta USB
  • uno o più computer.
  • (possibilmente) un cloud

Avere i file in più luoghi è necessario visto che chiavette, computer e hard disk si perdono, vengono rubati e in alcuni casi possono anche smagnetizzarsi.

Conservare i video in un Cloud

La sicurezza maggiore la si ottiene conservando i file su cloud, ovvero in uno spazio di memoria remoto gestito da una Società che offre tale servizio. Ce ne sono decine, ma io vi consiglio di rivolgervi ai colossi del web, che sono più affidabili e dal punto di vista commerciale non dovrebbero fare scherzi.

Google chiama il suo cloud Gdrive (trovate tutte le informazioni in questa pagina). E’ un servizio gratuito fino a 15 GB e per piani con più capienza parte da meno di 2 euro al mese. I migliori soldi che potete spendere, se tenete ai dati che avete nel vostro computer.

Attenzione a non accorgervi di quanto importanti i vostri file siano solo il giorno dopo averli persi.

Altri cloud affidabili, sempre con piani gratuiti, sono:

  • Microsoft One Drive (5 GB)
  • Dropbox (2 GB)

I servizi cloud sono sicuri oltre ogni ragionevole dubbio perché lo stesso file viene salvato in modo ridondante ed è praticamente impossibile che vada perso o che venga attaccato da hacker. Se poi vi rubano la password o, nella gestione del vostro spazio remoto fate dei danni e ve ne accorgete solo a mesi di distanza, quando il backup del cloud non è più disponibile, lì entriamo in una situazione le cui colpe non dipendono dal servizio ma dai vostri errori.

Abbiate sempre il giusto rispetto per i vostri film 8mm e super 8, perché la storia in questi registrata, se viene persa per incuria o distrazione, non può essere recuperata da nessuna tecnologia.

Daniele Carrer

Daniele Carrer di fronte al suo scanner per il telecinema e al computer durante la fase di restauro dei film

Chiunque sia interessato a digitalizzare i suoi film 8 mm, super 8, 9,5mm o 16 mm, muti o sonori, con il mio telecinema può contattarmi usando il modulo qui sotto:

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